Rialzarsi e correre

Biabiany SCORRI PER LEGGERE STORIA N.30 / 110

Mentre festeggia il suo primo gol con la maglia dell’Inter, non una rete qualunque, Jonathan Biabiany sta forse pensando al remoto pomeriggio di sei anni prima che ha cambiato la sua vita. Quel giorno del 2004 a Parigi è arrivato Pierluigi Casiraghi, osservatore dei nerazzurri: il torneo giovanile a cui doveva assistere è stato rimandato e il talent scout ne approfitta per vedere all’opera i ragazzi del Le Blanc-Mesnil, squadra dell’hinterland. Fra loro c’è un sedicenne, originario della Guadalupa, che corre a velocità doppia rispetto ai compagni. Casiraghi non ha nemmeno bisogno di vedere il secondo tempo, se ne va all’intervallo. Dopo due settimane Biabiany è un giocatore dell’Inter.

L’esperienza in nerazzurro, però, non è lineare. Jonathan è un missile che sfreccia sulla fascia (corre i 100 metri in meno di undici secondi), vince uno scudetto con la Primavera, ma è ancora troppo acerbo per la Serie A: dopo l’esordio in Coppa Italia nel 2007, viene ceduto in prestito al Chievo e poi al Modena. Qui comincia la sua rincorsa: i gol, gli assist e le cavalcate sugli esterni gli valgono il debutto in Serie A, con il Parma l’anno successivo, e il ritorno all’Inter nel 2010. Anche il secondo tentativo è complicato, ma fra le difficoltà brilla una perla: la rete del 3-0 contro il TP Mazembe nella finale del Mondiale per club. Biabiany esulta quasi incredulo, poi corre ad abbracciare Davide Santon, cresciuto nel club come lui, per suggellare il momento più bello della sua vita sportiva.

Sono riuscito anche a vincere il Mondiale per club, una delle emozioni più grandi della mia vita. Mi sono anche tatuato la coppa sul braccio, perché da piccolo non avrei mai immaginato di poterla vincere.

Sarà l’unica gioia in nerazzurro: un mese dopo Biabiany passa alla Sampdoria, con cui retrocede a fine stagione. Il Parma lo rigenera, fino a quando un’aritmia cardiaca non lo costringe a fermarsi e rescindere il contratto. Ma Jonathan è abituato ad alzarsi e ricominciare a correre: Roberto Mancini, l’allenatore che lo aveva fatto debuttare la prima volta, scommette su di lui e nel luglio 2015 comincia la sua terza vita da interista. Chi è arrivato sul tetto del mondo, partendo dal campo di una banlieu, non può arrendersi tanto facilmente.

Biabiany

Jonathan Ludovic Biabiany (Parigi, 28 aprile 1988) arriva all’Inter nel 2004 per una cifra irrisoria. In nerazzurro gioca in totale 50 partite e realizza 2 gol, uno dei quali nella finale del Mondiale per club 2010. Attualmente è in prestito allo Sparta Praga.