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José Mourinho SCORRI PER LEGGERE STORIA N.69 / 110

Il 22 maggio 2010, fuori dallo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, si assiste a una scena quantomeno curiosa. L’allenatore più duro in circolazione, José Mourinho, è a pochi centimetri dal calciatore più duro in circolazione, Marco Materazzi. Il fatto inconsueto è che i due non stanno avendo uno scontro verbale, cosa che succedeva di frequente nello spogliatoio nerazzurro di quell’anno, dove l’alto voltaggio, specialmente nella seconda parte della stagione, era la regola non scritta, sapientemente applicata dal tecnico portoghese. No, il fatto inconsueto è che i due sono abbracciati e sono in lacrime, perché si sono appena detti addio.

L’ultimo atto interista di José Mourinho è una parentesi lasciata aperta, dal portoghese che aveva deciso di partire e per questo non si è sentito di tornare a Milano dai suoi tifosi. In cambio, ha lasciato che tornasse la sua squadra, con la sua Coppa, che mancava da quarantacinque anni al popolo interista, coronamento perfetto della più grande stagione mai disputata da un club professionistico italiano. La Champions League dopo la Coppa Italia e lo scudetto: Mou riesce nell’impresa grazie a calciatori straordinari, ma anche a una personalissima attitudine alla vittoria, che dimostra in tutte le tappe della sua carriera.

Una cosa è inseguire un sogno e un'altra cosa è inseguire un'ossessione. Per il Barcellona questa finale è un'ossessione. Il nostro è un sogno.

Maniaco della tattica e studioso infaticabile di calcio, costruisce le sue fortune sull’intesa con i giocatori che allena. Carota e bastone, direbbe qualcuno: quando regalò ad un incredulo Dejan Stankovic una settimana di vacanza nel bel mezzo della stagione, per farlo rilassare in un periodo di appannamento, vide tornare un guerriero pronto a sacrificare tutto per la causa. Titoli in campo, titoli sui giornali. Dal celebre “Non sono un pirla” con cui si presenta ad Appiano Gentile, fino alla “prostituzione intellettuale”, passando dal “rumore dei nemici” per finire agli “zero tituli”. Comunicare è un’arte, non un mestiere, e José lo sa bene, meno invece i suoi emuli. Ma di Mourinho ce n’è uno, ed ha fatto la sua scelta. Per citarlo, “Interista una volta, interista per sempre”.

José Mourinho

José Mourinho (Setúbal, 26 gennaio 1963) arriva all’Inter nel 2008. Dirige i nerazzurri per due stagioni, durante le quali la squadra rimane imbattuta nelle 38 partite casalinghe disputate in tutte le competizioni. Vince due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Champions’ League: nel 2010 conquista tutti i trofei disponibili. È uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio e ha ottenuto almeno un titolo con Porto, Chelsea, Real Madrid e Manchester United.