Scommessa svedese

Lennart Skoglund SCORRI PER LEGGERE STORIA N.60 / 110

Genio e sregolatezza in un fisico minuto, spinto dall’incoscienza dei vent’anni. Biondo, come ogni buon svedese è descritto nel più tipico dei cliché. Lennart Skoglund arriva a Milano nel 1950. Per tutti diventa presto “Nacka”, come il quartiere di Stoccolma da cui proviene. È uno di quei giocatori che può permettersi di dare del tu al pallone, in una relazione caratterizzata da una sintonia perfetta. La stessa che ha con il compagno di squadra e amico, Benito Lorenzi. Lui, Lorenzi e István Nyers formano un trio d’attacco esplosivo nella mitica Inter degli anni ’50.

Sono gli anni della Milano da bere, del desiderio di lasciarsi alle spalle la Guerra e godersi appieno la vita. Un desiderio che può trascinare in tentazioni pericolose, soprattutto per caratteri fragili come quello di Nacka. Ma se il lato oscuro esiste, di certo non si vede in campo. Skoglund, che in maglia nerazzurra vince due scudetti consecutivi nel ’53 e nel ’54, è descritto dalle cronache dell’epoca come un calciatore dotato di gran senso della posizione e dribbling, di piedi “castigatori” al servizio di un’eccellente tempestività. Gli stessi piedi che pare sia capace di utilizzare con maestria per una particolare scommessa che non riesce mai a perdere. Si racconta, infatti, che fosse in grado di palleggiare con una moneta da 100 lire – prima col tacco destro, poi col sinistro – e farla ricadere nel proprio taschino.

Lui non guardava mai il pallone, lo portava. Guardava in faccia l’avversario quando lo dribblava e lo metteva giù.

Nel 1959 gioca la sua ultima partita in nerazzurro contro il Bari. Si spegne troppo giovane, ad appena 45 anni, nel 1975, ma Milano, soprattutto quella nerazzurra, non l’ha mai dimenticato. C’è un bar in via Lorenteggio. Porta il suo nome. È stato aperto dai figli Evert e Giorgio. Al suo interno campeggia una gigantografia del padre, in bianco e nero, a ricordare a tutti chi era Lennart “Nacka” Skoglund.

Lennart Skoglund

Karl Lennart Skoglund (Stoccolma, 24 dicembre 1929 – Stoccolma, 8 luglio 1975) arriva all’Inter nel 1950 dall’Aik Solna. In maglia nerazzurra totalizza 246 presenze, realizzando 57 gol. Vince due scudetti nelle stagioni 1952-53 e 1953-54. Nel 1959 viene ceduto alla Sampdoria. Vice campione del mondo con la Svezia nel mondiale di casa del 1958, perso in finale con il Brasile, con la maglia della Nazionale colleziona 11 presenza realizzando una rete, segnata contro la Germania Ovest proprio nella semifinale della Coppa del Mondo del 1958. Si spegne a Stoccolma nel 1975. Ha 45 anni. Skoglund ha avuto due figli, Evert e Giorgio, dalla moglie Nuccia Zirilli.